mercoledì 29 aprile 2009

...terzo giorno

La traversata Portofino-San Fruttuoso è sicuramente un itinerario tra i più belli e interessanti che si possono fare tra il Golfo del Tigullio e il Golfo Paradiso e nell’intera fascia costiera ligure.
Si comincia la traversata dal porticciolo di Portofino. La strada pedonale, lastricata al centro e ciottolata ai lati, si stacca a nord del porto.

In salita, fra ville, giardini e stupendi panorami, si arriva alla cappella di S. Sebastiano seguendo un’interminabile scalinata. L’ampia strada lastricata porta poi ad un incrocio di sentieri e si segue a sinistra il percorso per Portofino. Il percorso continua, ora non più lastricato e si raggiungono le Case del Prato. Con un andamento quasi pianeggiante, ad un’altezza di circa 200mt, si percorre il vallone di Ruffinale, per poi salire alla località “Base 0”.





A questo punto si inizia a scendere con stretti tornanti alla profonda insenatura di S. Fruttuoso, circondata da pinete con sottobosco di macchia mediterranea: le sue case, l’antico monastero dei benedettini, il torrione e la spiaggetta ciottolosa sono una vera meraviglia, eccetto naturalmente la mancanza di campo telefonico “Vodafone”, che rovina il fascino del luogo. Si scende al piccolo nucleo detto “La Cheta” e quindi, dalle prime case di San Fruttuoso si giunge al monastero di Capodimone.


Chi conosce il posto sicuramente è a conoscenza che è preferibile non ordinare pranzo presso l’unico bar aperto del luogo, sapendo che semplicemente per un panino di dimensioni ridotte sono richiesti 7 euro.
Per il ritorno è possibile, come abbiamo fatto noi, prendere il traghetto e giungere direttamente presso il porto di PortoFino.
Fonte itinerario: www.sanfruttuoso.eu

...Secondo giorno

1^tappa:
La prima tappa è saltata a causa dell’inagibilità del percorso, per cui siamo stati costretti ad utilizzare la linea ferroviaria per recarci preso Vernazza, dove abbiamo iniziato il nostro percorso vero e proprio.
2^tappa:
Tempo di percorrenza: 1 ora e mezza. Da via Ettore Vernazza, passando per stretti carrugi ci si dirige verso l’inizio del percorso, che porta a Corniglia, il quale comincia vicino alla torre superiore delle fortificazioni di Vernazza. È imprenscindibile fermarsi un momento per ammirare il panorama mozzafiato che si mostra una volta in quota, salendo tra vigneti prima e fichi d’india poi. Si attraversa in salita un oliveto in parte coltivato, e si raggiunge quindi la frazione di Prevo a 220 metri, massima quota dell' itinerario azzurro a 1.6 km da Vernazza. Il sentiero prosegue in leggera discesa offrendo una veduta completa di Corniglia fino alla Punta di Montenero, dove il sentiero si restringe e scende bruscamente fino ad incontrare un punto di sosta. Si ricomincia a salire con la frazione di San Bernardino alle spalle, per poi ridiscendere di nuovo e attraversare un piccolo rio su un ponte. Si oltrepassa un altro rio, e risalendo per i vigneti, il sentiero continua fino alla chiesa di San Pietro e quindi a Corniglia. Qui ci siamo fermati per pranzare, riposando nella parte alta del paese.







3^tappa:
Tempo di percorrenza: 1 ora e mezza. Dalla chiesa di San Pietro di Corniglia si attraversa la strada asfaltata per ritornare sul sentiero azzurro, verso la lunga scalinata di 377 gradini che porta alla stazione dei treni. Si continua quindi lungo la strada litoranea parallela ai binari, che segue la sommità del muraglione di contenimento della ferrovia. Quindi, attraversata la zona del Villaggio Europa, si prosegue fra il versante collinare e il mare, sulla lunga ma stretta spiaggia di Corniglia. Il sentiero continua in lieve salita, superando una collina al di là della quale si vede già Manarola. Si risale un promontorio e superata una statuetta dedicata alla Madonna, che indica l’incrocio con il sentiero per Volastra, si continua fra i muri a secco. S’incontra il cimitero e si scende quindi nell’abitato, dirigendosi verso la strada principale di Manarola.

4^tappa
Tempo di percorrenza: 30 minuti. Dalla strada principale di Manarola si passa per la stazione ferroviaria percorrendo la galleria pedonale, e si sale una corta scalinata che porta all’inizio dell’ultima tappa del percorso. Qui comincia il tratto più famoso del sentiero azzurro, la “Via dell’Amore”, una passeggiata pedonale intagliata nella roccia e aperta sul mare. Il percorso si presenta pianeggiante e ricco di gallerie, nelle quali non si possono non notare le molteplici scritte amorose. Arrivati ad un promontorio roccioso, il percorso cambia direzione e si dirige verso l’interno, raggiungendo la stazione ferroviaria di Riomaggiore. L’ultimo tratto di sentiero è aperto sulla scogliera e aggirato l’ultimo sperone roccioso, si lascia la vista sul mare e si entra in paese attraverso la strada che conduce al piazzale della chiesa di San Giovanni Battista.
Qui ci siamo fermati a riposare al sole, aspettando il pulmino, che al suo arrivo ci ha riportati in albergo, passando per La Spezia, dove abbiamo potuto ammirare la flotta della marina militare italiana. La sera, i prof ci hanno dato la possibilità di rimanere in albergo, o in alternativa, fare una passeggiata per il paese di Lavagna.



Fonte itinerario: www.lecinqueterre.org

giovedì 16 aprile 2009

Primo giorno...

Giorno 16 marzo 2009..

Ritrovo ore 7.00 in piazza Vittoria, durata stimata viaggio... cinque ore con direzione Genova.

Arrivati in città, le prime cose che saltarono all'occhio furono sicuramente gli extracomunitari di colore nero che occupavano le piazze. Poi siamo entrati all'acquario e dove abbiamo passato alcune ore e abbiamo avuto la possibilità di apprendere qualcosa di più sul mondo marino.

Una vasca conteneva alcune foche, ammirando esse, è nata una simpatica scenetta tra un nostro compagno di classe e la foca.
L'animale seguiva i movimenti che gli si presentavano muovendo il braccio.

Usciti dalla struttura abbiamo visitato la città, dopo di chè ci siamo diretti verso l'albergo.

Dopo cena una bella passeggiata... sembravamo un'allegra famigliola composta da 9 elementi, naturalmente mamma e papà non compresi... Rientrati in albergo siamo andati in camera dove abbiamo potuto riposare, al fine di affrontare nel migliore dei modi la giornata successiva, quella che sul programma si presentava come la più ostica.